Molti miglioramenti nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale falliscono non perché l’idea sia sbagliata, ma perché l’istituzione non è pronta a realizzarla con costanza. La capacità strategica e istituzionale è ciò che aiuta un centro a passare dalle “buone intenzioni” a risultati affidabili: priorità chiare, personale e sistemi adeguati, pianificazione realistica e un modo per misurare i progressi.
Questo modulo aiuta i dirigenti e il personale dell’istruzione e formazione professionale a tradurre l’ambizione in azioni strutturate, senza complicare il processo.
Cosa imparano i partecipanti nel Modulo 2
Al termine del modulo, i partecipanti saranno in grado di:
- Chiarire cosa significa “capacità strategica” per un istituto di istruzione e formazione tecnica e professionale in termini concreti (persone, processi, partnership, risorse).
- Mappare la situazione attuale della propria istituzione e identificare cosa funziona bene e cosa necessita di essere rafforzato.
- Stabilisci le priorità e trasformale in un piano di sviluppo delle capacità semplice e attuabile.
- Scopri come avviene il cambiamento all’interno delle organizzazioni e come gestirlo in modo più efficace.
- Monitorare i progressi mediante pratiche procedure di autovalutazione e di follow-up.
Modulo 2: Materiali per i formatori
Powered By EmbedPress
Powered By EmbedPress
Gli strumenti introdotti in questo modulo (e come utilizzarli)
Ecco una semplice panoramica degli strumenti principali, con una spiegazione pratica su “a cosa servono”.
1) Mappatura istituzionale
Scopo: capire cosa hai oggi (e cosa non hai).
Utilizzala per elencare gli elementi essenziali: servizi offerti, ruoli del personale, infrastrutture, routine decisionali, partnership e sfide attuali.
2) Analisi SWOT (punti di forza, punti di debolezza, opportunità, minacce)
Scopo: prendere decisioni basate sulla realtà, non su ipotesi.
Utilizzarla per individuare rapidamente punti di forza/debolezza interni e opportunità/rischi esterni, e per decidere su cosa concentrarsi inizialmente.
3) Pianificazione dello sviluppo delle capacità
Scopo: passare dalla diagnosi all’azione. Utilizzalo per definire:
- cosa necessita di miglioramento
- chi è responsabile
- quali risorse sono necessarie
- come si presenta il “successo”
- quando verranno rivisti i progressi
Siate brevi e fruibili. Un piano che nessuno legge non crea capacità.
4) Guidare il cambiamento (passo dopo passo)
Obiettivo: evitare la “fatica del cambiamento” e far sì che il miglioramento duri.
Questo modulo introduce un semplice processo di cambiamento che aiuta i team a creare urgenza, allineare le persone, rimuovere le barriere e mantenere lo slancio, in modo che il cambiamento diventi concreto, non solo uno slogan.
5) Autovalutazione e monitoraggio
Obiettivo: monitorare i progressi senza dover elaborare report complessi.
Utilizzare brevi check-in e una semplice routine di autovalutazione per esaminare cosa è migliorato, cosa è rimasto bloccato e cosa necessita di modifiche.
Un modo pratico per applicare il Modulo 2 nel tuo istituto (avvio rapido)
Se vuoi mettere subito in pratica questo modulo, prova questo:
Organizzare una sessione di gruppo di 60 minuti per realizzare una mappa istituzionale (una pagina).
Esegui uno SWOT di base (30 minuti) e identifica le tue 2 priorità principali.
Trasforma queste priorità in un mini piano di capacità (chi/cosa/quando/come misurerai).
Pianifica un check-in mensile di 20 minuti per monitorare i progressi e risolvere i problemi.
Spesso questo è sufficiente per passare dal “dovremmo migliorare” al “stiamo migliorando”.
Cosa c’è dopo?
Il Modulo 2 riguarda la costruzione delle fondamenta: direzione, capacità e un piano fattibile. Nei moduli successivi, l’attenzione si sposta sull’erogazione di servizi migliori attraverso l’innovazione e il rafforzamento del coinvolgimento degli stakeholder, in modo che gli istituti di istruzione e formazione professionale possano creare un impatto duraturo anche al di fuori delle proprie mura. Restate sintonizzati per il prossimo post.
Cofinanziato dall’Unione Europea. I punti di vista e le opinioni espressi sono tuttavia esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione Europea né l’EACEA possono essere ritenute responsabili per essi.